Salone del Parco Valentino: immagini e parole. 

Stamattina mi sono recato all’ inaugurazione del “Salone & Gran Premio del Parco Valentino” organizzato da Andrea Levy con il patrocinio del comune di Torino. Dopo 60 anni dall’ ultimo GP del Valentino, vinto da Ascari a bordo della Lancia D-50, ritorna nel capoluogo piemontese un’ evento importante.   

 È un segno, e un sogno, di rinascita. Qualcuno ci crede ancora, crede ancora in questo mondo magico, quello dei motori. La cornice è da mozzare il fiato, il parco del Valentino, varrebbe la pena di andarci solo per godere della sua magnificenza. Ma c’è di più, ci sono tante auto, le creazioni dei designer e le folli creature degli studenti del Politecnico di Torino. 
 Nonostante la guida consigli di partire dal viale alberato alla sinistra dell’ entrata Ascari, io decido, da buon bastian contrario, di partire dal fondo. Mi voglio tenere le creazioni dei designer e le opere degli studenti per ultime, iniziando con le auto più scontate (passatemi il termine), quelle che ormai siamo abituati a vedere 20 volte al giorno sulla nostra bacheca di Facebook. Dopo essermi lasciato alle spalle lo stand della Tesla, mi fermo a quello McLaren dove trovo esposta la nuova 570S che, in questo suo grigio canna di fucile, non riesce davvero a trasmettermi la minima emozione.   

 Qualche emozione, invece, me la trasmette il sound della Range Rover Sport Autobiography con scarico sportivo (non sono un’ amante dei SUV, ma davanti ad un sound del genere mi tolgo il cappello). Giorgetto Giugiaro, che passeggia e scherza con un’ amico lungo il viale alberato, completa il quadro; il tutto proprio di fronte allo stand Jaguar dove, oltre alla XE e alla F-type, spiccano due modelle capaci di rapire più sguardi di tutte le supercar presenti all’ evento.   
 Proseguo la mia passeggiata; allo stand BMW vengo colpito e affondato dalla cattiveria dell’ M4 DTM.  

 

Seguono in ordine: lo stand Subaru, quello Lamborghini e quello Porsche. (In fondo all’ articolo metterò una carrellata di foto per mostrarvi tutte, o quasi, le vetture esposte). Arrivato allo stand Audi, mi fermo ad ammirare la nuova R8, che avevo già visto a Ginevra. Non riesco proprio a farmela piacere, questa esposta è grigia con i sideblade arancioni (abbinamento che definirei…coraggioso, per così dire), se il posteriore riesce ad entusiasmarmi, il frontale annulla tutto. La serie precedente era molto, molto più sensuale ed accattivante.   Supero lo stand Suzuki e poi…c’è lei, la Zonda Revolutión che non ha certo bisogno di presentazioni. 

 AMG GT, 488 GTB, California T, Alfa 4C (spider e coupé) si susseguono davanti ai miei occhi, mi piacciono tutte; la 2 posti di Maranello più delle altre. Se devo essere sincero, non mi sono soffermato a guardare Jeep e Fiat; le avevo già viste (per strada) nel tragitto dalla stazione di Porta Nuova al Valentino. Invece, ad attrarre la mia attenzione c’era l’ FXX K, con tutte quelle appendici aerodinamiche non può certo passare inosservata. La LaFerrari (odio doverlo scrivere) in versione racecar, destinata ad una ristretta cerchia di facoltosi clienti del cavallino che possono usarla solo in pista, durante eventi a loro dedicati. 

 È ora di svoltare a sinistra ed entrare nel viale del design, all’ inizio del quale trovo le creazioni degli studenti del Polito. Quella che più mi colpisce è la XAM del team H2Polito; una sorta di minicar con carrozzeria in fibra vegetale e resina epossodica; mossa da una doppia sovralimentazione (motore elettrico + motore endotermico). Ecco, se avessi 16 anni la vorrei più di qualsiasi altra cosa al mondo.  

  

 Dopo questo “prototipo da competizione”, si susseguono un’ infinitá di vetture create dai designer. 

È la prima mondiale della TorinoDesign che, anche se esteticamente non mi ha colpito, promette molto bene; ha un motore V12 biturbo da 860 cavalli e 918 mm di coppia che vengono sprigionati da due motori elettrici (50 cavalli ciascuno) e uno termico. Pesa 1450kg, ha telaio e carrozzeria in carbonio, monta un cambio automatico a 9 rapporti ed è in grado di scattare da 0 a 200 in 6.2 secondi. Sono numeri davvero impressionanti.   

   

Concludo la camminata in questo viale, rimanendo ammaliato da una creazione targata Umberto Palermo Design, che prende il nome di Mole. Beh ragazzi, mi ha letteralmente stregato, molto più affascinante di tutte le altre concept viste in precedenza…in una sola parola? Ignorante! Primeggia sulle concorrenti, come quella antonelliana sui tetti di Torino.  

         

Le riservo addirittura 5 foto perché, per me, è lei la regina indiscussa del Parco Valentino

Siamo arrivati al termine di questo percorso, che culmina con l’ ultima pedana su cui poggia la VW Passat (auto dell’ anno 2015). Ho cercato di raccontarvi il salone attraverso immagini e considerazioni personali, il tutto condito con un po’ di ironia…a volte tagliente. Spero che questo articolo possa servire a tutti coloro che non avranno la possibilità recarsi a visitare l’ esposizione; agli altri consiglio vivamente  di andare Sabato (in occasione del concorso Pininfarina) oppure domenica, quando il GP del Valentino sarà rievocato attraverso una parata celebrativa. Ne vale la pena! 

Allego ora alcune foto:  

  

                                    

 

Dennis F. 

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