#GDBTestDrive: Citroen C4 Cactus, 1.6 blueHDI.

 

Dopo tanta attesa sono finalmente riuscito a provare la C4 Cactus e devo dire che mi ha stupito positivamente.
Guardandola vengo immediatamente colpito dalle sue linee, per nulla scontate e totalmente fuori dagli schemi. Attrae gli sguardi, proprio grazie alle sue forme imprevedibili e rivoluzionarie. È una di quelle auto che in molti definiscono “simpatica”, perché non se ne trovano di simili in commercio. La ami o la odi, ma certamente non ti lascerà indifferente. Personalmente la trovo fantastica e devo dare merito ai designer della Citroen che, al contrario di tanti altri, sperimentano linee nuove e propongono vetture che sono dei veri e propri esercizi di stile. Ma, come qualsiasi creazione poco convenzionale, non riscuote l’ apprezzamento di tutti.
Oltre alle linee, mi ha subito incuriosito la presenza dei “bumper”.
I “bumper”, a mio avviso estremamente utili, sono delle fasce di plastica resistenti agli urti, posizionate nei punti più a rischio della vettura. Quando parcheggerete non avrete più paura di rigare o ammaccare la vettura, perché i “bumper” servono proprio a questo, a proteggere la macchina.

Aprendo la portiera la prima parola che mi viene in mente è questa: minimalista.

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Credo proprio che questo termine descriva a pieno la filosofia progettuale della Cactus, dagli interni alla carrozzeria. Risparmiare peso a favore della praticità e dei consumi. I sedili di questa versione, (feel), sono in stoffa nera, piacevoli al tatto e molto comodi. Sulla plancia troviamo due display:
Il contachilometri digitale è inserito nel primo display, posizionato dietro il volante, da cui controllare velocità e chilometraggio; mi preme sottolineare che non c’è il contagiri, ma è presente l’ indicatore di cambio marcia, che vi aiuterà a compensare la mancanza, indicandovi il momento più propizio per innestare il rapporto successivo o quello precedente. Dal secondo display, touch screen e posizionato al centro della plancia, possiamo comandare tutte le funzioni della vettura, dal climatizzatore al navigatore satellitare ( non presente in questa configurazione).
Spostandomi sui sedili posteriori noto che c’è ampio spazio per le gambe e che si può stare abbastanza comodi anche in cinque. Proprio qui, seduto dietro il sedile del guidatore, mi rendo conto di una gravissima mancanza, che, visto il tipo di vettura, non riesco a comprendere. I finestrini posteriori possono essere aperti solo a “compasso”, come sulla C1. Capisco che questa soluzione abbia permesso di risparmiare peso e denaro, però su una crossover che dovrebbe puntare sopratutto sulla comodità, questa mancanza mi lascia l’ amaro in bocca. Forse sarebbe stato meglio almeno avere la possibilità di scegliere i finestrini elettrici come optional, peccato.
Torniamo a noi.
Sedendomi nuovamente al posto di guida, tasto la consistenza delle plastiche della plancia e, anche in questo caso, rimango piacevolmente stupito. Sono morbide e piacevoli al tatto, cosa che non avevo riscontrato su altri modelli, sempre di questo marchio.
Ok, è ora di girare la chiave e far partire la Cactus. Sotto al cofano si nasconde il 1.6 blueHDI da 100 cavalli e 254 nm di coppia, accoppiato ad un cambio manuale a 5 marce. La progressione è buona, la spinta è corposa dai 1.500 fino ai 3.500 giri, la coppia si fa sentire e la Citroen avanza bene.
Il volante mi piace, le dimensioni sono quelle giuste, non troppo piccolo e neanche eccessivamente ingombrante, la corona è sottile e l’ impugnatura risulta piacevole. Lo sterzo è estremamente morbido alle basse velocità, proprio per favorire le manovre in città, ma diventa solido e pronto quando la velocità diventa più significativa, trasmettendo sicurezza al conducente.
La corsa del cambio è molto lunga, però le marce entrano facilmente e l’ ergonomia del pomello, (a becco), rende l’ impugnatura piacevole. L’ assetto è ben bilanciato, trasmette sicurezza e digerisce molto bene le sconnessioni stradali. I freni sono incisivi al punto giusto, la risposta è immediata e progressiva.
Guidandola mi accorgo che l’ indicatore di cambiata non è precisissimo e, forse, conviene affidarsi al proprio istinto per riuscire ad effettuare delle cambiate a pieno regime.
Punto forte di questa motorizzazione sono i consumi; dopo una prova tra strade di campagna e di montagna, senza badare troppo al risparmio e testando a dovere la prontezza del 1.6 blueHDI, non sono mai sceso sotto i 22 km/l. Direi davvero un’ ottima media, sopratutto considerando che non sono mai entrato in autostrada e non ho quasi mai tenuto una velocità costante.
La versione da me provata è la Feel, quella intermedia, per i più esigenti c’è la Shine.
Come sempre Citroen fa della personalizzazione il suo cavallo di battaglia e, come per la DS3, anche per la Cactus avrete a disposizione molte combinazioni di colori e di finiture interne. Inoltre avrete anche la possibilità di scegliere la colorazione dei bumper.

Mi è piaciuta fin dalla sua presentazione questa C4 Cactus, sia per il nome che ispira simpatia, sia per l’ aspetto unico e innovativo. Dopo averla provata ne sono rimasto colpito. Qualche ombra ma tante luci e, sopratutto, un confort di guida inaspettato.

Voto: 7

+ Consumi, Confort, Linea
– Finestrini posteriori e contagiri mancantiIMG_5408.JPGIMG_5407.JPGIMG_5321.JPG

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2 pensieri su “#GDBTestDrive: Citroen C4 Cactus, 1.6 blueHDI.

  1. Anche a me la Cactus piace molto, anche se la mancanza del contagiri è imperdonabile.
    Tuttavia non capisco il senso di auto come queste: si sceglie un SUV/crossover invece che una berlina principalmente perchè ci si aspetta che nel fuoristrada leggero o quantomeno sulle strade disastrate si muova meglio di una berlina. Tipo prendere i dossi rallentatori senza rallentare o non temere di grattare il muso sugli scivoli ripidi dei centri commerciali.
    Ora, guardando la Cactus vedo una carrozzeria imponente da crossover, ma l’altezza da terra non mi pare molto superiore a quella di una berlina standard. Le stesse soluzioni applicate a una berlina sarebbero state forse più utili.
    Questo discorso vale ovviamente per tutte le altre auto con impostazioni simili 😉

  2. Pingback: Auto dell’ anno 2015: chi vincerà ? | Gentleman driver blog

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