Gumpert Apollo S: la supercar perfetta per festeggiare Halloween.

Venerdì 31 ottobre, stanotte molti di noi festeggeranno Halloween. Pensando ad una zucca con gli occhi minacciosi e la bocca sdentata ( simbolo di questa festa), mi è subito tornata in mente una supercar, non molto chiacchierata, forse per il suo poco blasone o forse perché non molto conosciuta, ma certamente dalle prestazioni supersoniche. La Gumpert Apollo, si proprio lei, che in una puntata di Top Gear UK venne definita come la più brutta supercar mai prodotta. Le linee non sono sinuose e perfette come quelle di un’ Alfa Romeo 8C, ma la sua bellezza si trova altrove, per rendervene conto dovrete portarla nel suo habitat; la pista. Proprio come la zucca che allo scoccare della mezzanotte si anima e diventa mostruosa, anche la Gumpert, entrando in pista, mostra il suo lato malefico e scarica tutta la sua violenza sull’ asfalto.
Animata da un V8, 4.2 litri biturbo, derivato dalla RS6 C5, l’ Apollo ha prestazioni spaventose. 691 cavalli e 875nm di coppia le permettono di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 360 chilometri orari. Tutt’ora, dopo molti anni dalla sua presentazione, rimane una delle vetture stradali più veloci al Nurburgring con un tempo record di 7.11.57. Davvero ragguardevole, considerato che la nuova GTR Nismo ha girato in 7.08.68, ma è frutto di un progetto ben più giovane.
Insomma un vero e proprio “Jack-o’-lantern” su ruote. Quale mezzo potrebbe essere più adatto per chiedere “dolcetto o scherzetto”?

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Nuove BMW X5 e X6 M.

Debutteranno ufficialmente tra pochi giorni al salone di Los Angeles, ma le caratteristiche tecniche e le immagini sono già disponibili. Sto parlando dei nuovi SUV della casa bavarese, l’ X5M e l’ X6M.
Naturalmente entrambi equipaggiati con il pacchetto MSport, che conferisce al frontale uno sguardo più aggressivo, cerchi da 21 pollici e paraurti bombati completano il quadro. Queste nuove nate, sopratutto la X6, sono davvero minacciose e nonostante il peso (oltre 2.000kg) avranno prestazioni incredibili.
I SUV bavaresi, monteranno un 4.4 litri biturbo, V8, che sviluppa ben 575 cavalli e 750nm di coppia.
Questo motore, accoppiato al cambio Steptronic “M” ad 8 rapporti e alla trazione integrale, permetterà di coprire lo 0-100 in soli 4.2 secondi e di raggiungere i 250km/h, velocitá autolimitata elettronicamente.
Purtroppo i prezzi non sono stati ancora ufficializzati, dovremo aspettare il salone di Los Angeles.
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#GDBTestDrive: Citroen C4 Cactus, 1.6 blueHDI.

 

Dopo tanta attesa sono finalmente riuscito a provare la C4 Cactus e devo dire che mi ha stupito positivamente.
Guardandola vengo immediatamente colpito dalle sue linee, per nulla scontate e totalmente fuori dagli schemi. Attrae gli sguardi, proprio grazie alle sue forme imprevedibili e rivoluzionarie. È una di quelle auto che in molti definiscono “simpatica”, perché non se ne trovano di simili in commercio. La ami o la odi, ma certamente non ti lascerà indifferente. Personalmente la trovo fantastica e devo dare merito ai designer della Citroen che, al contrario di tanti altri, sperimentano linee nuove e propongono vetture che sono dei veri e propri esercizi di stile. Ma, come qualsiasi creazione poco convenzionale, non riscuote l’ apprezzamento di tutti.
Oltre alle linee, mi ha subito incuriosito la presenza dei “bumper”.
I “bumper”, a mio avviso estremamente utili, sono delle fasce di plastica resistenti agli urti, posizionate nei punti più a rischio della vettura. Quando parcheggerete non avrete più paura di rigare o ammaccare la vettura, perché i “bumper” servono proprio a questo, a proteggere la macchina.

Aprendo la portiera la prima parola che mi viene in mente è questa: minimalista.

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Credo proprio che questo termine descriva a pieno la filosofia progettuale della Cactus, dagli interni alla carrozzeria. Risparmiare peso a favore della praticità e dei consumi. I sedili di questa versione, (feel), sono in stoffa nera, piacevoli al tatto e molto comodi. Sulla plancia troviamo due display:
Il contachilometri digitale è inserito nel primo display, posizionato dietro il volante, da cui controllare velocità e chilometraggio; mi preme sottolineare che non c’è il contagiri, ma è presente l’ indicatore di cambio marcia, che vi aiuterà a compensare la mancanza, indicandovi il momento più propizio per innestare il rapporto successivo o quello precedente. Dal secondo display, touch screen e posizionato al centro della plancia, possiamo comandare tutte le funzioni della vettura, dal climatizzatore al navigatore satellitare ( non presente in questa configurazione).
Spostandomi sui sedili posteriori noto che c’è ampio spazio per le gambe e che si può stare abbastanza comodi anche in cinque. Proprio qui, seduto dietro il sedile del guidatore, mi rendo conto di una gravissima mancanza, che, visto il tipo di vettura, non riesco a comprendere. I finestrini posteriori possono essere aperti solo a “compasso”, come sulla C1. Capisco che questa soluzione abbia permesso di risparmiare peso e denaro, però su una crossover che dovrebbe puntare sopratutto sulla comodità, questa mancanza mi lascia l’ amaro in bocca. Forse sarebbe stato meglio almeno avere la possibilità di scegliere i finestrini elettrici come optional, peccato.
Torniamo a noi.
Sedendomi nuovamente al posto di guida, tasto la consistenza delle plastiche della plancia e, anche in questo caso, rimango piacevolmente stupito. Sono morbide e piacevoli al tatto, cosa che non avevo riscontrato su altri modelli, sempre di questo marchio.
Ok, è ora di girare la chiave e far partire la Cactus. Sotto al cofano si nasconde il 1.6 blueHDI da 100 cavalli e 254 nm di coppia, accoppiato ad un cambio manuale a 5 marce. La progressione è buona, la spinta è corposa dai 1.500 fino ai 3.500 giri, la coppia si fa sentire e la Citroen avanza bene.
Il volante mi piace, le dimensioni sono quelle giuste, non troppo piccolo e neanche eccessivamente ingombrante, la corona è sottile e l’ impugnatura risulta piacevole. Lo sterzo è estremamente morbido alle basse velocità, proprio per favorire le manovre in città, ma diventa solido e pronto quando la velocità diventa più significativa, trasmettendo sicurezza al conducente.
La corsa del cambio è molto lunga, però le marce entrano facilmente e l’ ergonomia del pomello, (a becco), rende l’ impugnatura piacevole. L’ assetto è ben bilanciato, trasmette sicurezza e digerisce molto bene le sconnessioni stradali. I freni sono incisivi al punto giusto, la risposta è immediata e progressiva.
Guidandola mi accorgo che l’ indicatore di cambiata non è precisissimo e, forse, conviene affidarsi al proprio istinto per riuscire ad effettuare delle cambiate a pieno regime.
Punto forte di questa motorizzazione sono i consumi; dopo una prova tra strade di campagna e di montagna, senza badare troppo al risparmio e testando a dovere la prontezza del 1.6 blueHDI, non sono mai sceso sotto i 22 km/l. Direi davvero un’ ottima media, sopratutto considerando che non sono mai entrato in autostrada e non ho quasi mai tenuto una velocità costante.
La versione da me provata è la Feel, quella intermedia, per i più esigenti c’è la Shine.
Come sempre Citroen fa della personalizzazione il suo cavallo di battaglia e, come per la DS3, anche per la Cactus avrete a disposizione molte combinazioni di colori e di finiture interne. Inoltre avrete anche la possibilità di scegliere la colorazione dei bumper.

Mi è piaciuta fin dalla sua presentazione questa C4 Cactus, sia per il nome che ispira simpatia, sia per l’ aspetto unico e innovativo. Dopo averla provata ne sono rimasto colpito. Qualche ombra ma tante luci e, sopratutto, un confort di guida inaspettato.

Voto: 7

+ Consumi, Confort, Linea
– Finestrini posteriori e contagiri mancantiIMG_5408.JPGIMG_5407.JPGIMG_5321.JPG

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Lamborghini Asterion: il toro ibrido.

Asterion LPI 910-4, ecco il nome della nuova Lamborghini, presentata ufficialmente qualche giorno fa al salone di Parigi. LP sta per longitudinale posteriore e I per ibrido. Queste sono le caratteristiche del motore, mentre 910 sono i cavalli che esso sprigiona…anzi essi. Si, perché la nuova nata ha ben quattro motori, di cui tre ibridi (due posizionati anteriormente e uno posteriormente) e un motore termico, l’ ormai noto V10, preso in prestito dalla Huracan. Il propulsore termico è un 5.2 litri con otto cilindri a V da ben 610 cavalli. È possibile viaggiare anche solo grazie alla spinta dei motori elettrici, che garantiscono un’ autonomia di 50km ed una velocità massima di 125 km/h. Le linee sono sicuramente innovative e futuristiche; gli interni sono magistralmente rifiniti e hanno tutto il necessario per accogliere al meglio gli occupanti della vettura.
Il nome, Asterion, come da tradizione Lambo, evoca un toro, in questo caso il Minotauro, creatura mitologica a metà tra uomo e toro.
L’ Asterion rimarrà una concept, lo stesso Winkelmann ha annunciato che la vettura non sarà prodotta.
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Consigli d’ acquisto: Audi S3 8p.

Oggi ho deciso di parlarvi di una vettura che è stata mia compagna fino a qualche mese fa, l’ Audi S3 8p, versione prodotta dal ’06 al ’08. Quella pre-restyling, tanto per capirci. Acquistata nel 2013 per una cifra davvero irrisoria, considerati lo stato e il chilometraggio della vettura, mi è subito piaciuta, affascinante e con un tocco quasi “vintage”. Rispetto al restyling mi dava l’ idea di essere molto più vissuta e cattiva; quei fari xenon vecchio stile, mi riportavano indietro nel tempo, facendomi pensare alle Audi anni ’90. Gli interni erano davvero ben rifiniti e la pelle abbondava ovunque. Rispetto ad altre vetture a cui ero abituato la plancia mi sembrava minimale e lussuosa al tempo stesso, forse l’ unico punto debole era la pelle dei sedili, leggermente rovinata sui fianchetti laterali. Una pecca, probabilmente imputabile al precedente proprietario, non troppo attento alla manutenzione.
Il volante mi colpì subito: le dimensioni
erano ideali, permetteva un’ impugnatura facile e sicura, anche grazie alla circonferenza della corona. Uscii di nuovo a guardarla, a guardarla negli occhi. Un mix di cattiveria e tristezza, ecco le sensazioni che mi trasmetteva. Quel frontale era aggressivo, molto più di quello post restyling, ed era proprio questo uno dei motivi principali che mi aveva spinto a scegliere proprio lei.
Ritornai in macchina, sistemai il sedile e girai la chiave, naturalmente dopo aver premuto la frizione… si, perché la S3 non si accende come le altre auto, bisogna premere la frizione e poi girare la chiave.
Ecco, il sound del 2.0 litri turbo da 265 cavalli spazzò via il silenzio, come le onde del mare in tempesta sommergono la sabbia sulla riva. Era mattina presto e, come da tradizione, mi recai nel Canton Ticino , per un giro dei passi svizzeri: dal Lucomagno fino al San Gottardo, attraversando la Furka e l’ Oberalpass, sconfinando nel cantone di URI. Paesaggi davvero unici in Europa, contornati da strade divertentissime e coinvolgenti che portano su in vetta, fino a più di 2.000 metri.
Notai subito l’ efficacia della trazione, mi dava la sensazione di tenere la macchina incollata al terreno e di aumentare in modo esponenziale il grip della vettura in curva. Certo, stiamo parlando della “famosa” trazione Quattro con Haldex, in questo caso di 4* generazione, poco apprezzata dai puristi e amanti delle vere 4×4. Forzando un po’ in curva, era evidente un leggero sottosterzo, recuperabile con le adeguate correzioni.
Sicuramente l’ organo più importante ed efficiente di questa vettura era il cuore, alias 2.0 TFSI. Esatto, il motore era il punto forte della S3; sprigionava ben 265 cavalli e 350 nm di coppia, che, anche grazie alla trazione Quattro, le permettevano uno scatto da 0-100 in soli 6 secondi. Già dai 2.000 giri si sentiva il turbo iniziare a lavorare, per poi proiettarmi in avanti con una spinta continua fino ai 5.500 giri. Questo propulsore era un vero gioiello e, se siete dei patiti delle elaborazioni, con pochi soldi potrete spremerlo a dovere. Dopo una giornata insieme a lei, tra montagne, curve, pioggia e passi innevati, me ne ero totalmente innamorato. Tornato a casa, le diedi un’ ultima occhiata, guardai di nuovo quel frontale così arrabbiato e, ripensando alla giornata trascorsa, mi scappò un sorriso.

Ora, dopo avervi raccontato questa mia giornata in compagnia della S3, mi permetto di darvi un consiglio.
Se cercate una vettura prestante, comoda, ben rifinita e con un look aggressivo, la S3 è la vettura che fa al caso vostro. Con circa 15.000€ potrete aggiudicarvi un esemplare non troppo chilometrato, ben tenuto e con tutti gli accessori che più vi aggradano. Sicuramente non ve ne pentirete e lei saprà ripagarvi facendovi divertire e regalandovi tante soddisfazioni. IMG_5022.JPG

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