Test drive GDB: a spasso con la Citroen C4 1.6 e-hdi

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Eccomi qui, dopo un mese passato in giro per l’ Italia a bordo della Citroen C4, che mi ha scarrozzato egregiamente e senza problemi di alcun tipo. Durante il mio “road trip” ho percorso circa 3.000 chilometri, partendo da Milano e arrivando fino al parco nazionale del Gargano, in Puglia. Dopo tanta strada percorsa tra pianure, colline e itinerari “offroad”, ho tutti gli elementi per poter giudicare l’operato di questa compatta dalle origini galliche. Devo essere sincero, prima di questa lunga avventura, che ci ha tenuti uniti per molti giorni e molti chilometri, avevo guidato la Citroen solo una volta e non mi aveva entusiasmato, anzi, non mi era proprio piaciuta. Forse il problema non era lei, ma io: non avevo carpito le sue vere doti, la sua anima, il suo vero scopo. Abituato a vetture più potenti mi ero soffermato solo sulla mera prestazione, ma questa non è una vettura da giudicare per la sua accelerazione o per la tenuta di strada, sono altre le sue qualità.

La prima parte del test si è svolta in autostrada, precisamente sulla A1, verso sud, fino ad imboccare la A14 direzione Vasto. Esatto, è stata proprio Vasto la nostra prima meta, una località marittima quasi al confine con il Molise, penultima città dell’ Abruzzo, in provincia di Chieti. Histonium, questo è il suo nome latino, è una ridente cittadina che si divide in due parti. La prima è quella della marina, popolata da turisti e costellata  di Hotel e ristoranti. La seconda parte, quella che preferisco, è detta Vasto alta ed è la vera e propria città, piena di storia e cultura. Ritorniamo per un attimo  alla nostra protagonista e ai 670 noiosi chilometri che separano Milano dalla meta. Proprio in autostrada scopro la vera anima di quest’ auto.  La versione da me provata era equipaggiata con il 1.6 e-hdi da 114 cavalli in abbinamento al cambio robotizzato a 6 marce. Mi hanno stupito la comodità e i consumi molto contenuti. In questo frangente e, con il cruise control quasi sempre attivo, i consumi non sono mai scesi sotto i 23 km/l, nonostante una buona velocità media e le classiche code estive. Eviterò di annoiarvi con il racconto dei 670 chilometri di rettilineo, con code a tratti, che mi hanno condotto in Abruzzo, e passerò alla parte più interessante del viaggio, ossia quella che da Vasto mi ha portato a spingermi nel profondo sud, per la precisione a Vieste, in provincia di Foggia. Dopo 60 km di A14 e altri 60 di statale, arrivo finalmente alla SS89, vi segnalo il nome esatto poiché questa è stata senza ombra di dubbio la strada più coinvolgente che mi sono trovato a percorrere in Puglia. Un turbinio di tornanti, curve e rettilinei che mi hanno condotto fino a Vieste. Ed è su questa entusiasmante strada che la C4 mi ha stupito di più. Certo, vi confesso che avrei preferito essere su ben altre vetture, ma la compatta francese mi ha sorpreso. Le aspettative erano molto scarse, il suo tipico assetto morbido in accoppiata con il cambio robotizzato, che lo accentuava ancor di più, non promettevano nulla di buono. Invece dopo aver spostato il cambio in manuale (vi consiglio di guidare sempre e solo in “M”, la guida migliora davvero tanto), l’ auto si è manifestata sotto una nuova luce e le prime negative impressioni sono svanite. Su queste strade non imbarcava come negli ampi curvoni autostradali e la possibilità di usare il cambio a mia discrezione ha migliorato sensibilmente il piacere di guida. Purtroppo o per fortuna, per la mia patente, l’ esaltazione e la gioia per aver scoperto una “nuova” C4 sono state immediatamente stroncate dall’ immancabile tappo, in questo caso munito di una favolosa, scusate l’ ironia, Kia Venga. Il tappo è colui che, trovandosi su strade di collina o montagna, decide che la velocità giusta, per lui e per i suo seguaci, si attesta intorno ai 15/20 km/h. Devo dire che nei dintorni di Vieste ci sono molte strade che regalano emozioni, come la Vieste-Mattinata, una bellissima strada costiera, con una vista mozzafiato che collega due delle più belle località del Gargano, colma di curve e sali-scendi (allegherò in fondo all’ articolo alcune foto delle strade e delle località marittime).

Durante la permanenza in queste due località (Vasto e Vieste) ho usato molto la C4 e ci sono state tante luci, ma anche delle ombre. I consumi sono sicuramente un punto a favore, il motore è brioso e assicura sempre un ottimo sprint, anche se la cavalleria a disposizione non è certamente delle più impressionanti; i 280 nm di coppia, però, si fanno sentire. Il cambio robotizzato, per quanto possa migliorare se usato in “M”, rimane comunque la più grande pecca di questa macchina. Uccide le prestazioni e evidenzia un assetto morbido che, anche se voluto, a volte può risultare fastidioso. Credo che nel 2014, con la concorrenza agguerrita che Citroen deve sostenere per riuscire a vendere, sia sbagliato non dare la possibilità ai clienti di scegliere un doppia frizione o quantomeno un buon cambio automatico. Per quanto riguarda la qualità costruttiva e le finiture credo che si possa ancora crescere; ho trovato i sedili molto comodi e ben rifiniti (quelli della versione “exclusive” sono in pelle e tessuto), ma le plastiche e i materiali di copertura della plancia non sono al livello di altre vetture dello stesso segmento. Questa versione aveva inoltre lo “start&stop” di serie, odiato sulla 208, ma che su quest’auto mi è piaciuto: l’ ho trovato quasi rilassante. Altro punto a sfavore è il comfort alle alte velocità: superati i 120 km/h si avverte una forte vibrazione al volante, cosa che non dovrebbe assolutamente accadere e anche la rumorosità interna non è delle migliori, ci sono molti spifferi che diminuiscono la silenziosità nell’ abitacolo.

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Dopo essere tornato a Milano ed aver lasciato riposare qualche giorno la C4 ho deciso di regalarmi un ultima avventura insieme a lei: l’ ultima tappa del nostro”idillio d’ amore” è stata la scalata del Gotthardpass, nel cantone di Uri, in Svizzera. Amo guidare in montagna e proprio non mi veniva in mente un modo migliore per concludere il test, quindi mi sono diretto verso la Svizzera e ho spremuto per l’ ultima volta la Citroen tra le Alpi. Le strade che portano al passo del San Gottardo sono favolose, perfette e offrono una vista unica. Forse percorsi del genere sono adatti ad auto più prestanti e maggiormente divertenti, ma la C4 non mi ha deluso, è stata una scalata all’ insegna del relax e della comodità, perchè queste sono le sue vere doti, questa è la sua faccia, quella di una compatta comoda, parca nei consumi e multifunzionale; con lei non devi pensare alle prestazioni, devi solo sederti, guidare e goderti il viaggio con i panorami e le emozioni che ti offrirà. State certi che a bordo di questa francesina non arriverete mai a destinazione stanchi, ma sarete riposati e pronti ad affrontare una nuova avventura.

 

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Prestazioni rilevate:

0-100: 13 secondi                                                                                                                                                                             100-150: 15.9 secondi                                                                                                                                                                           Velocità massima: 198 km/h

 

 

Voto finale: 6/7
+ auto comoda e poco assetata
– cambio robotizzato e finiture

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